La multinazionale israeliana Nilit Ldt, fondata 40 anni fa da un italiano trasferitosi in Israele e specializzata nella produzione di filati in poliammide, ha dato vita, insieme a maglificio Ripa, ad una linea di tessuti tecnici dalle caratteristiche altamente performanti, anche in grado di ridurre la fatica durante l’attività sportiva. Il progetto Nilit Innergy – Maglificio Ripa è stato presentato a Milano il 19 novembre: grazie al principio del FIR (Far Infrared) integrato in una microfibra in poliammide 6.6, messa a punto dalla multinazionale israeliana, l’additivo minerale presente nella fibra Nilit Innergy converte l’energia termica del corpo umano in Fir e la riflette sulla pelle, generando calore ed energia nel corpo.
Maglificio Ripa, azienda tessile fondata a Milano nel 1952 e guidata oggi da Luca Bianco, ha realizzato, usando questo prodotto, una gamma di capi le cui proprietà sono state poi testate in Italia da uno studio scientifico, coordinato dalla dottoressa Maurizia Botti del Politecnico di Milano, che ha coinvolto anche l’Università di Genova (ingegner Gianguido Ramis), il Politecnico di Torino (professoressa Ada Ferri e dottoressa Francesca Dotti) e l’Istituto Centro Cardiologico Monzino (gruppo del professor Piergiuseppe Agostoni).
Attraverso uno studio iniziato alla fine del 2013, con test fatti in laboratorio grazie all’aiuto di una serie di volontari, si è visto che il tessuto è in grado di reagire al calore del corpo e restituirlo, dando una sensazione di benessere. Il professor Agostoni ha spiegato che Nilit Innergy ritarda la soglia anaerobica e rende quindi possibile protrarre più a lungo l’attività fisica e riduce la produzione di acido lattico.
«Il filo non rilascia alcuna sostanza e i raggi emessi non hanno effetti secondari. È il DNA stesso del filato che ha le suddette caratteristiche, non ci sono sostanze applicate, motivo per cui non si perdono i suoi effetti con i lavaggi. Volevamo avere le prove scientifiche sul prodotto prima di proporlo a grandi marchi dello sportswear. Ora che i test sono finiti li proporremo ai brand specializzati in abbigliamento sportivo”, spiegano a FashionMag dall’azienda Nilit, che investe moltissimo in ricerca e innovazione e realizza un fatturato di 500 milioni di dollari.
“Alla luce degli studi fatti abbiamo riscontrato che la fibra Nilit Innergy è particolarmente adatta per l’abbigliamento sportivo, il filato è già in fase di commercializzazione e abbiamo molti clienti interessati che stanno testando il tessuto su dei veri atleti. Penso avremo presto altro da raccontare in tal senso”, ha concluso Luca Bianco, Ad di Maglificio Ripa.
Da entrambe le aziende è emerso, inoltre, che Nilit Innergy potrebbe dimostrarsi adatto su più fronti e coinvolgere, oltre all’ambito sportivo, anche quello della riabilitazione.
Fondata nel 1969 da Ennio Levi e forte di una consolidata esperienza nella polimerizzazione del nylon 6.6 (poliammide), nel compounding, così come nella filatura e nella testurizzazione, Nilit è oggi presente in oltre 70 Paesi e offre una vasta gamma di prodotti e servizi di qualità per le applicazioni nei campi dell’abbigliamento e dei composti termoplastici tecnici.
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